Luigi XIV
Fatti chiave
- Sale al trono a 4 anni nel 1643; governa personalmente dalla morte di Mazzarino nel 1661
- Costruisce la reggia di Versailles, simbolo della monarchia assoluta, tra il 1661 e il 1710
- Revoca l'editto di Nantes nel 1685, provocando l'esilio di 200.000 protestanti ugonotti
- Conduce quattro grandi guerre per estendere i confini francesi: di Devoluzione, d'Olanda, della Lega di Augusta e di successione spagnola
- Protegge le arti e le lettere: Molière, Racine, Corneille e Lully gravitano attorno alla sua corte
- Regna per 72 anni (1643-1715), il regno più lungo della storia di Francia
- La Francia risplende culturalmente: il francese diventa per due secoli la lingua diplomatica d'Europa
Biografia
Luigi XIV, detto il «Re Sole», nacque il 5 settembre 1638 a Saint-Germain-en-Laye. Figlio di Luigi XIII e Anna d'Austria, salì al trono all'età di quattro anni alla morte del padre nel 1643. Durante la sua minorità, il paese fu governato dalla reggente Anna d'Austria e dal cardinale Mazzarino. Fu durante la Fronda, una serie di rivolte nobiliari e parlamentari tra il 1648 e il 1653, che il giovane Luigi maturò la sua profonda convinzione: non avrebbe mai condiviso il potere.
Alla morte di Mazzarino nel 1661, Luigi XIV, allora ventiduenne, prese personalmente in mano il governo del regno. Abolì la carica di primo ministro e riunì quotidianamente i suoi consigli, imponendo a nobili e ministri il ritmo della sua volontà. La sua presunta formula «L'État, c'est moi» («Lo Stato sono io») riassume l'assolutismo che incarnava: il monarca era l'unica fonte di legge, giustizia e grazia. Versailles, trasformata in un palazzo-simbolo tra il 1661 e il 1710, divenne il centro della vita politica e culturale d'Europa.
Il regno di Luigi XIV fu segnato da un'ambiziosa politica estera. Condusse numerose guerre per estendere e consolidare i confini del regno: la guerra di Devoluzione (1667), la guerra d'Olanda (1672-1678), la guerra della Lega d'Augusta (1688-1697) e la guerra di successione spagnola (1701-1714). Questi conflitti tuttavia esaurirono le finanze reali e causarono milioni di morti. Sul piano religioso, la revoca dell'Editto di Nantes nel 1685 provocò l'esodo di circa 200 000 protestanti, gli ugonotti, che fuggirono verso l'Inghilterra, le Province Unite e la Prussia.
Sul piano culturale, Luigi XIV fu mecenate delle arti, delle lettere e delle scienze: Molière, Racine, Corneille, La Fontaine e Lully gravitavano attorno alla sua corte. Fondò l'Accademia delle Scienze (1666), l'Accademia Reale di Musica (1669) e l'Osservatorio di Parigi (1667). Il «Grand Siècle» francese brillò in tutta Europa, rendendo il francese la lingua diplomatica internazionale per due secoli.
Luigi XIV morì il 1° settembre 1715 a Versailles, dopo settantadue anni di regno, il più lungo della storia francese e uno dei più lunghi della storia europea. Il suo pronipote gli succedette con il nome di Luigi XV. Il Re Sole lasciò in eredità uno Stato centralizzato, una monarchia assoluta di diritto divino e un'influenza culturale senza precedenti, ma anche finanze rovinate e una Francia esausta da decenni di guerra.