Mahatma Gandhi
Fatti chiave
- Nato il 2 ottobre 1869 a Porbandar (India); si forma come avvocato a Londra
- Sviluppa il satyagraha (resistenza nonviolenta) in Sudafrica a partire dal 1893
- Guida la Marcia del Sale nel marzo 1930: 388 km a piedi fino al mare
- Imprigionato più volte dalle autorità britanniche, quasi 6 anni in totale
- Guida l'India verso l'indipendenza, proclamata il 15 agosto 1947
- Assassinato il 30 gennaio 1948 a Nuova Delhi da un nazionalista indù estremista
- Ispiratore di Martin Luther King Jr., Nelson Mandela e dei movimenti nonviolenti nel mondo
Biografia
Mohandas Karamchand Gandhi, detto il Mahatma («Grande Anima»), nacque il 2 ottobre 1869 a Porbandar, nell'attuale Gujarat, in India. Figlio di un primo ministro locale, studiò legge in Inghilterra e fu ammesso all'ordine degli avvocati di Londra nel 1891. Un uomo inizialmente ordinario, fu sconvolto da un'esperienza fondatrice che avrebbe forgiato per sempre il suo pensiero politico.
Nel 1893, Gandhi si recò in Sudafrica per esercitare la professione di avvocato e vi scoprì la violenza quotidiana della discriminazione razziale. Cacciato da un vagone di prima classe nonostante il biglietto valido, trascorse la notte sul marciapiede della stazione di Pietermaritzburg: avrebbe in seguito indicato quel momento come la svolta della sua vita. Trascorse ventuno anni in Sudafrica sviluppando il concetto di Satyagraha, termine sanscrito che significa «forza della verità» o resistenza non violenta attiva.
Tornato in India nel 1915, Gandhi assunse la guida del movimento indipendentista all'interno del Congresso Nazionale Indiano. Organizzò campagne emblematiche: il rifiuto di pagare le tasse nella regione di Champaran (1917), il boicottaggio dei tessuti britannici a favore del khadi filato a mano e, soprattutto, la Marcia del Sale (1930), durante la quale percorse 388 chilometri a piedi fino al Mar d'Arabia per raccogliere simbolicamente sale senza pagare la tassa coloniale. Queste azioni gli valsero diversi periodi di detenzione, per un totale di quasi sei anni.
Nel 1947, la Gran Bretagna concesse l'indipendenza all'India, ma la partizione del subcontinente tra India e il neonato Pakistan scatenò un'ondata di violenza intercomunale che causò centinaia di migliaia di morti. Gandhi, distrutto dalla tragedia, percorse le zone di conflitto, digiunò per esigere la pace e cercò di unire indù e musulmani. Il 30 gennaio 1948, a Nuova Delhi, fu assassinato da Nathuram Godse, un estremista nazionalista indù che lo accusava di essere troppo favorevole ai musulmani.
L'eredità di Gandhi è immensa e universale. Il suo metodo di resistenza non violenta ispirò Martin Luther King Jr. nella lotta per i diritti civili negli Stati Uniti, Nelson Mandela in Sudafrica e movimenti di emancipazione in tutto il mondo. L'ONU ha proclamato il 2 ottobre, data della sua nascita, Giornata Internazionale della Non Violenza. Ancora oggi, la sua immagine, i suoi occhiali tondi e il suo arcolaio sono diventati simboli universali di pace e dignità umana.