William Shakespeare

1564 – 1616 Arte Età moderna

Fatti chiave

  • Attore e drammaturgo a Londra dal 1592, cofondatore e comproprietario del Globe Theatre (1599)
  • Autore di 37 opere teatrali tra tragedie, commedie e drammi storici, tra cui Amleto, Macbeth e Romeo e Giulietta
  • 154 sonetti pubblicati nel 1609: una delle opere poetiche più influenti della letteratura mondiale
  • Inventore di circa 1700 parole inglesi ancora in uso, come «bedroom», «lonely», «generous» e «uncomfortable»
  • Le sue opere sono tradotte in tutte le lingue e messe in scena senza interruzione da oltre 400 anni
  • Muore il 23 aprile 1616 a Stratford, nello stesso anno di Cervantes
  • La sua opera ha ispirato oltre 400 adattamenti cinematografici, più di qualsiasi altro scrittore

Biografia

William Shakespeare nacque il 23 aprile 1564 a Stratford-upon-Avon, nel Warwickshire, in Inghilterra. Figlio di un agiato guantaio e commerciante, ricevette una solida formazione classica alla Grammar School locale. La sua vita rimane in gran parte misteriosa, alimentando teorie sulla sua vera identità fin dal XIX secolo.

Verso il 1585, Shakespeare si trasferì a Londra, lasciando la moglie Anne Hathaway e tre figli. Nel 1592 il suo nome compariva già negli ambienti teatrali londinesi, dove era attore, drammaturgo e presto comproprietario della compagnia dei Lord Chamberlain's Men. Nel 1599 partecipò alla costruzione del Globe Theatre sulla riva sud del Tamigi.

Tra il 1590 e il 1613 scrisse trentasette opere che coprono tutti i registri: le grandi tragedie (Amleto, Otello, Il Re Lear, Macbeth), le commedie (Sogno di una notte di mezza estate, Molto rumore per nulla), le opere romantiche (La Tempesta) e le cronache storiche (Riccardo III, Enrico V). I suoi 154 sonetti, pubblicati nel 1609, mostrano una padronanza poetica senza pari. Gli si attribuisce l'invenzione di circa 1 700 parole inglesi ancora in uso.

Shakespeare morì il 23 aprile 1616 a Stratford, a cinquantadue anni. È il drammaturgo più rappresentato della storia e il suo lascito linguistico e letterario è impareggiabile.

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